Archive for the ‘Risparmio energetico’ Category

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Eolico in Europa

giovedì, ottobre 21st, 2010

Vestas Wind Systems installerà 126 megawatt di turbine eoliche in Svezia, Germania e Italia, nel tentativo di rafforzare la sua partecipazione nell’industria eolica europea.
Esistono diversi progetti di energia eolica nella Germania orientale.
Vestas è già un operatore affermato nel settore dell’energia eolica tedesca, con più di 5.700 turbine eoliche installate nel paese a partire dal 2009. Le turbine sono in grado di generare un totale di 7,1 gigawatt di energia elettrica rinnovabile e pulita.

Vestas installerà turbine in grado di generare una potenza pari a 23,4 MW eolici a Volturino in Puglia, Italia.
Il parco eolico sarà in grado di produrre 78.000 megawatt-ora di elettricità all’anno, che è abbastanza per alimentare 32.500 famiglie italiane. Inoltre, saranno eliminate 30.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica ogni anno.
Le turbine saranno disponibili nella prima metà del 2011 e il progetto dovrebbe essere completato entro la fine dell’anno.

Volturino Wind è una società di progetto di BKW Italia, una società di BKW FMP Energia, un programma di utilità leader in Svizzera e uno dei principali fornitori del paese di produzione, trasmissione e distribuzione. L’utilità è di oltre 2.000 MW di capacità di generazione attraverso un mix di idroelettrico, nucleare, vento e biogas di potenza.

Fonte:
Ecoseed

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Enel Archimede

lunedì, ottobre 4th, 2010

Enel ha inaugurato il 14 luglio scorso, a Priolo Gargallo (Siracusa), la centrale solare termodinamica “Archimede”. Alla cerimonia, insieme all’AD e Direttore Generale Enel Fulvio Conti, erano presenti, tra gli altri, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo, il Presidente della Provincia di Siracusa Nicola Bono, il Sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza. La centrale Archimede è la prima al mondo ad usare i sali fusi come fluido termovettore ed è anche la prima al mondo a integrare un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico per la produzione di energia elettrica.

Archimede è in grado di raccogliere e conservare per molte ore l’energia termica del sole per poterla usare per generare energia elettrica anche di notte o quando il cielo è coperto. In questo modo viene superato il limite tipico di questa fonte rinnovabile: il fatto di poterla usare solo quando la natura la rende disponibile.

Il solare termodinamico è una tecnologia che utilizza una serie di specchi parabolici per concentrare i raggi del sole su tubazioni percorse da un fluido. Questo, raccolto in appositi serbatoi, può essere utilizzato per alimentare un generatore di vapore. Il vapore ad alta temperatura e pressione muove le turbine dell’adiacente centrale a ciclo combinato e produce energia elettrica quando serve, risparmiando combustibile fossile. La speciale tecnologia utilizzata nell’impianto di Priolo è stata sviluppata dall’Enea.

I sali fluidi utilizzati sono composti da una miscela di nitrati di sodio e potassio che hanno la proprietà di accumulare il calore per tempi prolungati. La capacità dell’impianto solare centrale è di circa 5 MW di energia elettrica, con un risparmio all’anno di 2.100 tonnellate equivalenti di petrolio, riducendo le emissioni di anidride carbonica per circa 3.250 tonnellate.  L’energia termica raccolta produrrà vapore ad alta pressione che, convogliato nelle turbine della centrale, consentirà la produzione di energia elettrica, riducendo il consumo di combustibili fossili e migliorando, di conseguenza, le prestazioni ambientali dell’attuale impianto a ciclo combinato. L’impianto è chiamato “Archimede” per gli enormi specchi parabolici in fila per “catturare” i raggi del sole, che ricordano gli “specchi ustori” di Archimede con i quali lo scienziato avrebbe incendiato le navi romane che assediavano Siracusa durante la guerra punica del 212 a.C.

Fonte: Finanza.it

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Tecnologia geotermica

lunedì, luglio 26th, 2010

Energia Geotermica
La capacità geotermica globale supererà oltre 18,4 gigawatt entro il 2015 e sarà fonte di preoccupazione per le fonti energetiche convenzionali, consentendo lo sfruttamento a minor costo delle risorse con nuove tecnologie.
Global Industry Analysts ha detto la crescita del settore geotermico dipende fortemente dalle nuove tecnologie. Attualmente, i costi di perforazione per l’aumento convenzionale di sistemi geotermici stanno interessando la redditività economica delle risorse.
Ma le nuove tecnologie, come ad esempio alcune tecnologie innovative per uso diretto, ad es. l’aria condizionata, aiuteranno ad affrontare problemi di installazione e costi connessi, dice lo studio.
In un altro senso, diminuendo le fonti energetiche tradizionali e il loro ruolo nel cambiamento climatico si lavorerà per i benefici da energia geotermica. Gli analisti citano la fonte geotermica come forte potenziale di energia per mitigare i cambiamenti climatici dal momento che ha praticamente emissioni di gas serra pari a zero.
L’energia geotermica, che ha un potenziale globale di 70 GW, è anche praticamente accessibile in qualsiasi momento a differenza di energia solare ed eolica, che hanno problemi di variabilità.
Gli Stati Uniti e l’Asia del Pacifico tendono a sfruttare le risorse geotermiche, usate principalmente per la produzione di elettricità e riscaldamento. Gli Stati Uniti, le Filippine, il Messico, l’Indonesia e l’Italia producono oltre il 75 per cento di elettricità geotermica del mondo.
Ciò si spiega con la loro ubicazione in regioni calde o aree lungo le placche tettoniche, come l’Anello di fuoco del Pacifico, che hanno il più alto potenziale geotermico .
L’analisi dello studio di mercato mostra che l’Indonesia ha il più alto potenziale di energia geotermica, da 25 GW a 30 GW, come gli Stati Uniti e America Latina che seguono immediatamente dietro. Le regioni dell’Oceania e del Corno d’Africa nord-est del continente africano possiedono anch’esse un enorme potenziale.

Fonte: “Ecoseed

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Biocarburanti

mercoledì, luglio 21st, 2010

Biocarburanti

I ricercatori della Purdue University in Indiana negli Stati Uniti hanno creato un nuovo metodo per convertire i rifiuti agricoli e di altre biomasse in biocombustibili attraverso l’utilizzo di idrogeno.
Il nuovo processo, chiamato fast-hydropyrolysis-hydrodeoygenation o H2Bioil, miscela idrogeno e biomassa in un reattore ad alta pressione. La biomassa e l’idrogeno viene poi sottoposto a riscaldamento estremamente veloce, con il calore in aumento ad un massimo di 900 gradi Fahrenheit in meno di un secondo.
I ricercatori si aspettano che H2Bioil produrrà circa il doppio di biocarburante, come nelle tecnologie attuali quando l’idrogeno è derivato da gas naturale e di 1,5 volte il carburante liquido quando l’idrogeno è derivato da una porzione della stessa biomassa.
Mr. Agrawal ei suoi colleghi hanno anche proposto la creazione di impianti di trasformazione di mobili che si trova nel Midwest per produrre i carburanti. Il team prevede che le centrali andranno eventualmente a utilizzare l’energia solare per produrre idrogeno dalla scissione dell’acqua, rendendo l’intero sistema rinnovabile.
Gli impianti di telefonia mobile affrontano un ostacolo economico significativo in biocarburanti, che è la spesa del trasporto della biomassa . Mentre per il combustibile liquido da biomassa è più economico il trasporto, lo stesso non si può dire per il grosso volume delle biomasse, come il cippato di legna, necessario per la produzione di biocarburanti commercialmente valida.
I ricercatori hanno studiato il nuovo metodo ampiamente attraverso la modellazione e stanno conducendo esperimenti per convalidare il concetto.
Purdue ha già depositato una domanda di brevetto su H2Bioil, anche se non è la prima volta che l’università ha messo a punto un metodo simile. I ricercatori hanno già sviluppato nel 2007 un metodo chiamato processo ibrido idrogeno-carbonio che utilizza l’idrogeno anche per aumentare il rendimento di carburante liquido.
Tuttavia, il metodo H2Bioil è considerato un miglioramento rispetto al precedente, perché è più economico e mobile.

Fonte: “Ecoseed

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Rinnovabili al top

lunedì, luglio 19th, 2010


La produzione complessiva da fonti verdi è giunta a coprire nel 2009 l’intero consumo di elettricità delle famiglie italiane. Il primato della regione ‘verde’ spetta alla Val d’Aosta dove la produzione elettrica da fonti rinnovabili supera di addirittura quattro volte (385%) i consumi interni; al secondo posto il Trentino Alto Adige, una volta e mezzo i consumi, entrambe regioni montane con impianti idroelettrici.
Ma ampie quote di consumo vengono però soddisfatte anche in Calabria (56%), Molise (49,6%), Abruzzo (39,5%), Basilicata (35,2%). Ed è il solare (+250,5%) tra le varie tipologie di rinnovabili, ad aver registrato il maggior dinamismo nel 2009; segue la crescita dell’eolico (+34,6%), poi biomasse e rifiuti (+27,9%). Idroelettrico +18,1% mentre la geotermia evidenzia il segno meno (-3,5%).
Pur se ancora sotto la media europea, il peso delle rinnovabili sui consumi sta crescendo di più in Italia che altrove. Solare al top in Puglia: è la regione che lo scorso anno ha maggiormente incrementato la produzione da impianti fotovoltaici e nella sfida internazionale, la regione batte addirittura il gigante Cina per potenza di impianti solari installati. Non se la cava male nemmeno l’Italia, secondo mercato al mondo nel fotovoltaico con il 9,9% della potenza installata nell’anno, dietro alla Germania che, partita prima, rappresenta oggi da sola il 51,6% del mercato mondiale.

Fonte: “libero.it

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